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COVID-19. ELEZIONI. VOTARE A LUGLIO?

Coronavirus – Guadagnin (PdV): “Votare a luglio? Rischio di far ripartire il Covid-19 mentre non ci sono margini per una campagna elettorale corretta”

Zaia vuole votare a luglio, in accordo con i presidenti delle altre regioni chiamate alle urne. Il governo concorderà loro di farlo. Il sospetto che questa fretta sia dettata da mero interesse personale, per sfruttare l’enorme visibilità mediatica data loro da questa emergenza, e non perché ci sia il rischio che il virus riparta, è suffragato dal fatto che i comuni voteranno a ottobre” In una sua luna nota Antonio Guadagnin (Partito dei Veneti) affronta il nodo del rinnovo del Consiglio regionale veneto. “Se c’è il problema del virus, perché non far votare anche i comuni a luglio? In questo modo invece, si esporranno i cittadini ad un doppio rischio: quello di infettarsi prima seguendo campagne elettorali e votazioni regionali e poi di nuovo per quelle comunali. Ricordiamo – continua Guadagnin - che votano anche gli anziani, i quali sono particolarmente esposti agli effetti del virus. Pensiamo che fra un mese o poco più ci siano le condizioni per farli girare liberamente? Farli votare significa consentire loro di uscire di casa, di partecipare ad eventuali incontri pubblici, tutti quelli che ognuno vorrà per decidere poi sul da farsi in modo consapevole, significa, ancora, consentire loro di recarsi ai seggi per votare. Tutte occasioni di potenziali assembramenti. Vale la pena di esporli ad un rischio del genere? Vale la pena di organizzare delle elezioni nel periodo più caldo dell’anno? Vale la pena chiedere ai cittadini di mettere la testa su elezioni regionali, sempre per votare in modo informato, in un periodo dell’anno che dovrebbe essere dedicato a tutt’altro? Non si rischia un’affluenza bassissima, c’è un precedente chiaro in proposito? Zaia dice di volere presidenti legittimati dal voto popolare il prima possibile. Ma se ci sarà la prevedibile diserzione delle urne, di quale legittimazione stiamo parlando? E se nel corso della campagna elettorale i contagi dovessero risalire di chi sarà la responsabilità? Per usare l’espressione di Zaia, mi pare ‘folle’ rischiare contagi e quindi potenziali decessi per voler anticipare le elezioni. Inoltre, per essere regolari le elezioni – continua Guadagnin - devono prevedere: innanzitutto la raccolta firme, a partire da molte settimane prima del voto, per chiunque volesse presentarsi: raccogliere firme significa fare gazebo ai mercati, significa fare incontri pubblici, significa andare in comune a firmare moduli. Tutte queste attività comportano rischi di contagio. In secondo luogo, c’è la campagna elettorale che si svolge sempre con gazebo in piazza, incontri pubblici, aperitivi e cene in bar e ristoranti: non sarebbero occasioni di contagio queste? E Zaia è disposto ad accettare rischi di aumento dei contagi, e quindi maggiori rischi di decessi, per votare a luglio? A meno che Zaia non ritenga che si possa votare senza una regolare campagna elettorale. L’idea di votare a luglio credo denunci anche uno scarso rispetto per gli avversari, ai quali si dovrebbe consentire di avere, per un certo periodo di tempo e non certo a luglio, spazi di comunicazione decenti, anche se non minimamente paragonabili ai suoi. Cosa che ad oggi, e per le prossime settimane, sarà impossibile, dato che nei media, e anche nella nostre teste di cittadini, ci sarà spazio solo per questa emergenza. Bisogna, quindi ripristinare condizioni di normalità per poter svolgere una campagna elettorale regolare prima di votare.”

 

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