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CORONAVIRUS. PASQUA IN CASA CON MENÚ A KM ZERO

COLDIRETTI, IN VENETO 60 CUOCHI CONTADINI AI FORNELLI PORTANO LA CAMPAGNA A TAVOLA

SCARAMUZZA (TERRANOSTRA): 30 MILIONI LE PERDITE DEGLI AGRITURISMI

La Pasqua quest’anno è tra le mura domestiche, l’emergenza sanitaria costringe gli italiani a rinunciare alla tradizionale gita per il pranzo nelle strutture agrituristiche che per le festività sono ormai la meta preferita per intere famiglie che oltre a mangiare potevano godere del risveglio della natura con passeggiate, attività didattiche per i più piccoli e tanto altro come intrattenimento. Coldiretti Veneto annuncia che per ricreare l’atmosfera tipica e tradizionale sono ai fornelli 60 cuochi contadini con le consegne dei menù a km zero. In tutte le province una task force di operatori guidata dal Presidente regionale e nazionale Diego Scaramuzza si occupa di preparare pasti su ordinazione rispettando le misure di sicurezza adeguandosi alle protezioni necessarie al fine di assicurare le bontà di origine regionali sulle tavole dei veneti. Primi piatti a base di carne ma anche vegetariani, soluzioni culinarie ad hoc per gli intolleranti ad alcuni alimenti, persino il pesce nelle province dove l’itti turismo è operativo non mancheranno tra le proposte degli chef di Campagna Amica – spiega Diego Scaramuzza già all’opera per le offerte previste nella sua carta de “La Cascina” di Mestre in provincia di Venezia sottolineando il risotto coi bruscandoli, la frittata ai carletti e uova e asparagi tra le specialità del periodo. Questa esperienza ci ha fatto notare ancora di più l’importanza sociale legata ad un piatto. Tra le richieste che riceviamo ci sono i nonni che offrono la cena ai nipoti - precisa Scaramuzza – i genitori che regalano pasti ai vicini, figli che donano agli amici,  tante le forme solidali che arricchiscono maggiormente le nostre ricette con l’ingrediente della gentilezza e gratitudine”. L’agriturismo è tra le attività agricole che piu’ duramente sono state colpite – conclude Diego Scaramuzza - nel primo trimestre sono 30 milioni le perdite calcolate a causa della chiusura forzata delle strutture. Coldiretti è impegnata nel realizzare un piano di intervento anche con la richiesta di un sostegno economico legato alle mancate presenze effettive sia come alloggio che come ristorazione, a fronte del completo annullamento di tutte le prenotazioni per le strutture diffuse su tutto il territorio regionale.

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