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SALUMI IN AUMENTO MA GIÚ I PREZZI DEL MAIALE

CORONAVIRUS: COLDIRETTI, +17%  DI SALUMI NEL CARRELLO DELLA SPESA MA GIÚ PREZZI MAIALI. IL 75% DELLA PRODUZIONE VENETA E’ TUTTA DOP

Con l’emergenza Coronavirus cresce del 15% il consumo di salumi affettati delle famiglie veneto che acquistano sempre di più anche i prodotti confezionati in vaschetta. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti su dati Ismea fronte di un crollo dei prezzi pagati dalle industrie di trasformazione agli allevatori italiani che si prendono cura di oltre 12 milioni di maiali a livello nazionale. In Veneto si concentra il 7% della produzione nazionale pari ad un valore di 200milioni dato da 700mila capi per la maggior parte destinati a prosciutti Dop e allevati dal oltre 300 imprenditori suinicoli. Nonostante l’aumento degli acquisti – sostiene Coldiretti Veneto – le quotazioni alla stalla sono state spinte al ribasso del 10% nell’ultimo mese, mentre le spese per l’alimentazione degli animali, dal mais alla soia, hanno registrato rincari fino al 26% mettendo in difficoltà gli allevatori che rischiano di non vedersi neppure ripagati i costi di produzione. Una situazione aggravata dalle importazioni che hanno raggiunto il ritmo medio di 4,7 milioni di pezzi al mese mentre in Italia il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti i salumi è atteso dal 93% degli italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti per dire finalmente basta all’inganno di prosciutti e salami fatti con carne straniera ma spacciati per Made in Italy. Occorre accelerare sulla definitiva entrata in vigore del provvedimento di etichettatura che farà finalmente chiarezza rispetto a una situazione che vede oggi tre prosciutti sui quattro venduti in Italia fatti con cosce di maiali provenienti dall’estero, all’insaputa dei consumatori e facendo concorrenza sleale agli allevatori nazionali. Per affrontare l’emergenza Coronavirus e combattere le speculazioni la Coldiretti ha avviato la campagna di promozione  #MangiaItaliano per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani da parte dei cittadini. L’iniziativa ha trovato l’appoggio anche di Federconsumatori Veneto impegnati a valorizzare la produzione agroalimentare di provenienza locale. “Occorre evitare che i comportamenti scorretti di pochi compromettano il lavoro della maggioranza degli operatori della filiera ai quali va il plauso della Coldiretti: chi approfitta della situazione di emergenza venga escluso dai fondi previsti per sostenere il comparto agroalimentare come gli aiuti agli indigenti che destina risorse anche agli acquisti di salumi”. Secondo Coldiretti, l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo. E come afferma il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini:”l’Italia, che è il Paese con più controlli e maggiore sostenibilità, potrà trarre certamente beneficio, ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il potenziale agricolo nazionale. Ci sono le condizioni per rispondere alle domanda dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che – precisa Prandini – valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo” basato sugli effettivi costi sostenuti”.

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