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VENEZIA SOTT'ACQUA, COME LA TESTA DI CHI NON VUOLE CAPIRE


Maltempo veneto – Gruppo M5S: “Venezia sott’acqua, come la testa di chi non vuol capire che è un modello di vita e di politica che ci sta presentando il conto”

“Cosa deve ancora accadere perché capiamo tutti che così non si può andare avanti? Martedì 12, in poche ore, Venezia è stata devastata dalla marea, spinta da venti mai visti prima. Davvero vogliamo continuare a dirci che quella dei cambiamenti climatici è una sciocchezza, raccontata da ambientalisti esaltati? Eppure, sono i dati scientifici, le elaborazioni matematiche a dirci che senza un’inversione di tendenza, nel 2050 Venezia potrebbe sparire sott’acqua”. Queste le affermazioni dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti, Manuel Brusco, Simone Scarabel ed Erika Baldin, che aggiungono “ma noi che facciamo? Rispondiamo col Mose. Un’opera concepita negli anno 80’, già allora giudicata folle e inutile da mezzo mondo, che doveva entrare in funzione 16 anni fa, ma che è ancora ferma e, nel frattempo, è costata sette miliardi, al netto delle tangenti. Lo diciamo chiaramente: qui non si tratta di maggioranza od opposizione, di vincere o perdere elezioni: qui si tratta di metterci in salvo tutti. Venezia è il simbolo di quello che stiamo rischiando di perdere: un’intera civiltà. E per che cosa? Per la speculazione, il profitto?”. “In questi giorni, in Consiglio Regionale, stiamo votando il bilancio, cioè quanto varrà speso in Veneto nei prossimi anni – informano i consiglieri Pentastellati -  Abbiamo presentato valanghe di emendamenti e proposte in tema ambientale e non ne sta passando una. Vengono ritenuti temi superflui. E Venezia va sott’acqua, come non accadeva da mezzo secolo, mentre sentiamo ancora politici e amministratori fare ironia sul dibattito, in materia di  cambiamenti climatici, che sta interessando tutto il mondo, ma ieri sera la realtà ci ha dato un assaggio drammatico del conto che ci sta per presentare: negozi, attività in ginocchio, case inagibili, danni enormi e, purtroppo, persone che hanno perso la vita”. “Venezia non è una città, ma la storia di un sogno che ha unito cultura, civiltà, storia, imprese, con uno spirito visionario che ci ha resi unici nel mondo – continuano i consiglieri M5S -  e oggi gli abitanti devono tremare quando sentono le sirene che annunciano l’acqua alta. Cosa deve accadere ancora per farci capire che la politica degli occhi chiusi e dei portafogli gonfi ha fallito? Ora, siamo seri, svegliamoci dall’incubo”. “Finiamo e facciamo funzionare il MOSE, per quanto potrà, che ci è costato lacrime e sangue – concludono Berti, Brusco, Scarabel e Baldin -  non possiamo permetterci un inutile rottame in laguna. Giovedì, alla riapertura dei lavori per il bilancio, noi del M5S chiederemo al Presidente Zaia di non parlare di nient’altro prima di avere stanziato, con parere unanime, tutti i fondi possibili per uscire dall’emergenza e per prevenirne altre”.

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