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FAVORIRE GLI ANTICHI CAMMINI DEL VENETO


Ciambetti: “Il mio Pdl sui ‘Cammini’ del Veneto per favorire il Turismo lento lungo antichi percorsi, alla scoperta del territorio, dei panorami e ricchezze della nostra Regione” 

“Credo che riuscire ad approvare questa proposta di legge per il riconoscimento, la valorizzazione e promozione dei cammini veneti nell’anno dedicato dall’Italia al Turismo lento sia un segnale importante che giunge da una Regione che, stando ad Eurostat, si situa tra le prime cinque su 233 in Europa per attrazione turistica”. Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto e primo firmatario e proponente della legga per i Cammini del Veneto dopo aver presentato la sua proposta in VI Commissione consiliare spiega le ragioni della sua iniziativa: “Il Consiglio d’Europa avviò nel 1987 il riconoscimento dei cammini quali itinerari culturali di interesse europeo, recuperando all’attenzione collettiva, e alla fruizione diffusa, le vie di comunicazione che nell’antichità hanno storicamente collegato luoghi e comunità attraverso l’intera Europa - spiega Ciambetti - Via via nel tempo questi cammini sono diventati dei veri e propri motori di un nuovo turismo: emblematico il caso del cammino di Santiago, sia nel percorso francese come in quello spagnolo e portoghese, come interessantissimo quello della Francigena o di Sant’Olav che si sviluppa lungo 640 chilometri da Oslo a Trondheim per non parlare dell’itinerario E5, il sentiero europeo, frequentato soprattutto nel tratto tra il Lago di Costanza e Verona. Ma ci sono altri cammini che, pur senza essere ancora riconosciuti dal Consiglio d’Europa, stanno conquistando sempre più spazio tra gli appassionati: pensiamo al sentiero della Pace che in circa 520 chilometri unisce lo Stelvio alla Marmolada ripercorrendo il fronte della Grande Guerra oppure, in Veneto, all’itinerario Fogazzaro-Roi che da Montegalda giunge a Tonezza del Cimone la Via Annia che da Adria porta ad Altino per non parlare dei 24 chilometri del Cammino di Sant’Antonio, da Camposampiero alla Basilica antoniana a Padova passando per l’Arcella per limitarmi a citare dei percorsi he stanno avendo grande successo. Ecco: con la legge che propongo si tratta di dar vita alla rete dei Cammini del Veneto, la Rcv con precisi obblighi nella gestione della sentieristica, la previsione di spazi sosta, ristoro, alloggio. Fondamentale è l’individuazione dei soggetti gestori indicati negli enti locali, gli enti gestori delle aree protette naturali regionali, gli enti parco regionali e nazionali, le associazioni pro loco, i gruppi di azione locale, le associazioni rappresentative del settore turistico e culturale, gli enti religiosi e i consorzi di gestione costituiti fra questi soggetti. Alla Giunta regionale è demandato il compito di riconoscere, dopo averne definito le modalità, i cammini locali di interesse regionale arrivando alla creazione di un vero e proprio Catasto della rete dei Cammini della Regione Veneto, da promuovere nell’ambito degli strumenti di programmazione e promozione turistica regionale. Si tratta di uno strumento che punta a valorizzare il territorio, delle sue ricchezze, dei suoi prodotti e non nego la grande possibilità di attrarre anche una quota di turisti oggi concentrati soprattutto nelle località marine. Anche le città d’arte avrebbero grande beneficio da una reta organica di cammini, opportunamente promossi e valorizzati. Assieme al cicloturismo, che in Veneto sta diventando una grande realtà grazie alle piste ciclabili realizzate in questi ultimi anni o in via di completamento, il turismo dei ‘cammini’ viene ad arricchire la nostra offerta attraverso uno strumento ecocompatibile, ecosostenibile, che fa scoprire al viandante una nuova dimensione, e prospettiva, del nostro Veneto.” 
 

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