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OSPEDALE SANT'ANTONIO, CAON: LA REGIONE APRA UN CONFRONTO

La voce di moltissimi padovani preoccupati per il futuro dell'ospedale Sant'Antonio non può rimanere inascoltata. Il passaggio di questo polo di eccellenza dall'Ulss 6 all'Università, deciso dalla Regione senza alcun confronto con medici, infermieri e cittadinanza, ha suscitato legittime e inevitabili inquietudini. Attualmente all'Azienda universitaria mancano 153 medici specialisti, mentre all'Ulss Euganea ne mancano 139. Le carenze di organico della prima non possono essere colmate a spese della seconda. 

Già i padovani sono costretti ad andarsi a curare sempre più spesso a Piove di Sacco, Cittadella o Camposampiero: la perdita dei 30 posti letto di medicina e dei 54 della lungodegenza è solo la punta di un iceberg. Il rischio per gli abitanti della città è di veder progressivamente ridotti i servizi a loro dedicati, senza alcuna idea di quali siano i progetti per il futuro. E di certo la lentezza del percorso verso la costruzione del nuovo ospedale non lascia ben sperare. Ai timori dei pazienti si aggiungono quelli dei circa mille lavoratori del Sant'Antonio, tra medici, infermieri e personale di supporto, che hanno il diritto di essere informati sulla propria sorte. Chiediamo al sindaco Sergio Giordani di far sentire la sua voce su questo tema di capitale importanza per la città, e alla Regione di aprire immediatamente un confronto, aperto e trasparente, sul futuro della sanità padovana. 

Roberto Caon, Deputato Forza Italia

 

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