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SALVINI CONTRO CASARINI, UNA PANTOMIMA TRA VECCHI AMICI

Consapevole dei dati economici a dir poco disastrosi, delle promesse tradite sul taglio delle tasse, l'autonomia differenziata, le grandi opere e i risarcimenti per i risparmiatori truffati dalle banche, scrutava ansiosamente l'orizzonte Matteo Salvini, nella speranza di avvistare una nave carica di migranti che potesse ancora una volta distrarre l'opinione pubblica dai fallimenti del suo governo. E a esaudire i suoi desideri è arrivato l'amico di un tempo, quel Luca Casarini sparito da qualche anno dalle cronache nazionali, dove aveva cominciato a comparire dalla fine degli anni '80 come giovane leader dei centri sociali. Lo stesso periodo in cui l'attuale ministro dell'interno frequentava assiduamente il Leoncavallo di Milano, dove iniziò a interessarsi di politica, prima di passare tra le file della Lega per fondare la sua corrente, dal significativo nome di Comunisti Padani. "Ero rivoluzionario, ma poi sono guarito" ha confessato di recente lo stesso Salvini. A quanto pare non ha però smesso di scambiarsi favori coi vecchi amici. La pantomima in corso al largo di Lampedusa fa comodo a entrambi: a Casarini per tornare a ricevere quelle attenzioni con cui i media lo coccolavano anni fa, e per le quali evidentemente prova nostalgia; a Salvini per deviare lo sguardo dagli italiani dal cataclismatico operato del governo gialloverde. Il tutto sulla pelle dell'ennesimo gruppo di disperati, usati come incolpevoli pedine di un disgustoso gioco politico.

Roberto Caon, Deputato Forza Italia

 

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