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E Este

GIORNATA VIOLENZA CONTRO LE DONNE. IO CHE NON VIVO

IO CHE NON VIVO - Le iniziative a Este per celebrare la Giornata Internazionale per l'eliminazione della Violenza contro le Donne

Il giorno 22 alle ore 10.00 – "Buonanotte", letture animate per gli alunni delle classi V delle scuole Primarie, presso la Sala Consiliare del Municipio, alla presenza del sindaco Roberta Gallana e dell'assessore alle Politiche Sociali Lucia Mulato. Alle ore 21.00 - "Io che non vivo", spettacolo teatrale ad ingresso libero presso il Teatro dei Filodrammatici. "Buonanotte" è una lettura animata che parla di donne. Attraverso le varie voci dei personaggi che si alterneranno sulla scena, interpretati dagli artisti di Zagreo, i bambini potranno scoprire le storie di donne famose, in tutte le loro sfaccettature: dalle scrittrici alle sportive, dalle donne di scienza a chi ha lottato perché vengano riconosciuti più diritti proprio alle donne. Il tutto coinvolgendo anche i piccoli spettatori in azioni sceniche, canzoni, racconti. Per arrivare, alla fine, ad "addormentarci" con una consapevolezza in più sull'essere donna oggi. 

"L'educazione al rispetto deve partire dal nucleo famigliare, dalle istituzioni scolastiche, fin dalla più tenera età - commenta l'assessore Mulato –, per questo abbiamo pensato di coinvolgere le scuole nelle letture animate e, con l'occasione, consegneremo agli alunni la Carta dei diritti della Bambina. Ispirata alla Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo del 1989, a differenza e ad integrazione di questa, che pone sullo stesso piano i due generi, la Carta dei diritti della Bambina li distingue in termini di caratteristiche e bisogni. Essa deve essere letta come una premessa fondamentale – puntualizza Mulato - per l'affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere aiutata, protetta e formata in modo che possa crescere nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri contro ogni forma di discriminazione". "Io che non vivo" è una performance di teatro-danza, realizzata da donne di varie età, che esprimono con movimenti e parole il percorso di una relazione amorosa, in particolare quello delle relazioni che finiscono, purtroppo, in modo violento. Dall'iniziale illusione all'incapacità di affrontare insieme le difficoltà alla separazione, fino all'estremizzazione del senso del possesso maschile che è la violenza, sia intesa come persecuzione sia come azione fisica: siccome non posso averti completamente, allora ti impedisco di vivere come preferisci, e quindi sarai mia. Ed io, come donna, non vivo più. Il tutto attraverso le parole di brani famosi della musica leggera italiana (come suggerisce il titolo della performance), per vedere come nei meandri delle buone intenzioni dell'amore si annidino dei rischi che, sfortunatamente, ai giorni nostri, possono riguardare ognuno di noi. E' una performance delicata ma che non rinuncia a momenti incisivi ed è un tentativo di far capire che tutti siamo coinvolti, che tutti noi possiamo essere d'aiuto e possiamo contribuire a prevenire il verificarsi di episodi di violenza. Il Centro Antiviolenza, cui fanno riferimento i comuni del territorio dell'ex Ulss 17, offre servizi di ascolto, supporto, accoglienza alle donne vittime di abusi, fornendo supporto psicologico e legale e attivando percorsi finalizzati all'autonomia e alla fuoriuscita dalla violenza. A giugno 2019 (ultimo dato disponibile) erano 43 le donne seguite e prese in carico dal Centro Antiviolenza.

 

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